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Negli ultimi tempi si è parlato in modo frequente di vulvodinia ed endometriosi; sono malattie femminili molto spesso trascurate, sottovalutate, dimenticate e non ritenute invalidanti. Fortunatamente, grazie anche alle attiviste e alla testimonianza di alcune influencer, in particolare Giorgia Soleri, oggi se ne conoscono maggiormente le cause e i sintomi in ambito sanitario, e forse si sta aprendo una strada verso una maggiore consapevolezza di queste malattie.

Vulvodinia ed endometriosi: cosa sono e quali sintomi hanno

La vulvodinia viene definita come “disagio, un bruciore, a volte un dolore urente a livello vulvare” che colpisce il 15% delle donne.

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Il Ministero della Salute definisce l’endometriosi come “la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.” Quest’ultima in Italia colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva e il 30-50% nelle donne infertili.

Entrambe le malattie sono invalidanti, perché comportano sintomi estremamente dolorosi: crampi fortissimi alla zona pelvica, emicrania forte, spossatezza, dolori durante i rapporti e gonfiore dell’addome. L’endometriosi potrebbe portare con sé anche un’altra grave conseguenza: l’infertilità. Queste patologie sono spesso silenti e difficili da diagnosticare, tanto che ci possono volere anni per essere riconosciute. E questo non è più accettabile.

Vulvodinia ed endometriosi un problema sociale e politico?

La sanità, prima come adesso, spesso sottovaluta e quasi mai riconosce vulvodinia ed endometriosi come patologie. Ciò ha spinto, tra tutte, l’attivista e influencer Giorgia Soleri a farsi portavoce di questo problema che affligge le donne. Lei stessa ha sottolineato come entrambe le malattie siano un dolore senza voce, perché fin troppi medici le ignorano o le trattano con superficialità. Anzi, spesso le pazienti vengono addirittura accusate di menzogna e sminuite.

In effetti, sebbene nel 2021 l’Organizzazione mondiale della Sanità le abbia riconosciute, in Italia non le si considera ancora nel giusto modo. Il problema, dunque, assume un valore sociale e politico. Attualmente, è stata presentata una proposta di legge per il riconoscimento della vulvodinia e della neuropatia del pudendo come malattie croniche e invalidanti.

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