dormire

Non esiste una definizione scientifica universalmente riconosciuta del sogno. Le interpretazioni e gli studi su questo fenomeno a metà strada tra conscio e inconscio, sono molteplici: a cominciare da Freud con la sua Interpretazione dei sogni continuando con Walter Bonime, per finire alle teorie più recenti.

Il sogno è da sempre qualcosa di misterioso, intorno al quale tanti pensatori e filosofi si sono soffermati, concependolo talvolta come inganno della mente.

Il sogno come stimolazione della memoria

Durante il giorno, la mente immagazzina una serie innumerevole d’immagini che vengono elaborate soprattutto nel corso della notte.

Eugen Tarnow ha studiato a lungo gli effetti del sogno sul cervello, registrando con un poligrafo le onde celebrali durante il sonno. Analizzando i risultati della sua ricerca, Tarnow arriva a teorizzare che il sogno stimola la memoria a lungo termine.

Il cervello durante la notte elabora tutti i ricordi e le informazioni raccolte nelle ore diurne e ne ricava importanti connessioni che sfociano nelle “visioni” che comunemente si definiscono “sogni”. In realtà, esse altro non sono che attività cognitive. Sempre in base a ciò che pensa lo scienziato, sembrerebbe esserci una relazione stretta tra memoria e sogno.

Reinterpretando la teoria di Freud del sogno come “Inconscio”, Eugen Tarnow lo definisce invece, come Struttura della Memoria a Lungo Termine (LTMS). Nel suo scritto “How Dreams And Memory May Be Related“ afferma: “Le percezioni e i pensieri precedenti sono richiamati attraverso la funzione di interpretazione esecutiva che comunica sia con l’LTMS che con percezioni e pensieri attuali per costruire un accettabile richiamo”.

Secondo questa teoria è il sogno ad attivare i processi mnemonici che si generano durante la notte non l’inconscio freudiano.

Perché alle volte non ci si ricorda di aver sognato

La fase Rem scoperta dallo studioso Eugene Aserinsky, è influenzata anche dalla qualità del sonno. Problemi o gravi disturbi in questa fase, non solo saranno la causa del dimenticare il sogno ma potrebbero influire sulla memoria.

L’uso del cellulare appena svegli, ad esempio, non stimolerebbe la mente nel modo corretto e potrebbe creare un rapporto difficile con la memoria del sogno. A questo proposito, Focus ha messo in evidenza la ricerca di Robert Stickgold dell’Harvard Medical School. Il neuroscienziato ha confermato che leggere prima di andare a dormire agevola i collegamenti tra le cose apprese.

Dimenticare i propri sogni quindi, potrebbe indicare una pessima qualità del sonno e questo è anche legato all’uso di eccessiva tecnologia che non attiva la mente nel modo corretto.