Leggere fa stare meglio: i benefici della book therapy

Spesso si tende ad associare i libri alla scuola e, di conseguenza, a un dovere. Secondo una recente statistica, sembra che il 30% degli adolescenti dopo il diploma smetta di leggere. La stessa cosa accade anche per gli universitari, una volta conseguita la laurea. In realtà leggere è molto importante per la propria salute, perché stimola la mente, la fantasia, la creatività e riduce di molto lo stress.

Book therapy: leggere diminuisce lo stress e aumenta la fantasia

Il primo motivo per cominciare a leggere è alleviare lo stress. Leggere un libro immerge il lettore in un mondo diverso, ricco di storie con le quali empatizzare, che siano vere o di finzione.

Evadere per un po’ dalla realtà quotidiana fatta di impegni, responsabilità, problematiche e giornate frenetiche aiuta a ridurre lo stress, ed è anche necessario.

Quando si legge, ci si immerge completamente in un mondo diverso, aumentando la propria concentrazione e prendendosi del tempo per ascoltare se stessi. La book therapy aumenta la fantasia e la creatività, grazie al potere dell’immedesimazione e dell’immaginazione. Spesso infatti tendiamo a dipingere nella nostra mente gli scenari e i personaggi descritti nei libri che leggiamo, arricchendoli di dettagli.

Leggere allena la mente e migliora la memoria

Questo concetto è quasi scontato, leggere allena la menta e stimola curiosità e creatività, aiutando anche la memoria.

Scegliendo un libro, e lasciandosene coinvolgere, il lettore adopera alcune aree del cervello specifiche. Anche la memoria ne trae vantaggio. Leggere quindi è un passatempo molto importante per tenere in salute la mente e la psiche. Senza contare i numerosi benefici per il corpo: i muscoli si rilassano, la tensione cala (a meno che non stiate leggendo un horror!) e per un attimo è possibile dimenticare ogni preoccupazione.

Alcuni studi hanno anche evidenziato come la book therapy aiuti anche le persone a essere più empatiche verso gli altri.

Calandosi regolarmente nei panni e nella psicologia dei vari personaggi che popolano la letteratura, infatti, si è portati a considerare maggiormente le emozioni altrui, con una migliore disposizione d’animo. Quindi la lettura aumenterebbe dunque anche la predisposizione alla socialità e a creare legami e relazioni più sane con gli altri.

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