Amare se stessi
Advertisement

Al giorno d’oggi mettere se stessi a confronto con gli altri e sentirsi in competizione è diventata una pratica quotidiana. Complice un maggiore uso dei social media? Sicuramente sì. I feed di Instagram sono diventati una vera e propria vetrina scintillante, dove a essere esposti sono la routine perfetta, il guardaroba perfetto e la giornata perfetta di una vita patinata, o quasi. Ecco che allora si è portati a voler imitare quel che si vede e se la nostra immagine non corrisponde a quella che abbiamo idealizzato nella nostra testa, amare se stessi diventa sempre più difficile.

Advertisement

Perché risulta difficile amare se stessi

Per natura, chi più chi meno, tutti tendiamo a essere severi con noi stessi. Ma questa abitudine riguarda principalmente le donne, evidentemente come conseguenza di un modo di pensare che affonda le radici nel passato. A tutti sarà capitato di guardarsi allo specchio e pensare di non avere una bella cera, di criticare i propri capelli, la propria pelle o il proprio corpo. Parlare in questo modo a se stessi implica la nascita di un pensiero negativo e pessimista che a lungo andare ci danneggia in tutti i sensi. In primo luogo influisce sul nostro rapporto con noi stessi, ovviamente, e quindi con gli altri, impedendoci di godere pienamente di situazioni, cose e persone. In secondo luogo, tutto ciò si riflette sul corpo, che ci apparirà sempre meno conforme alle nostre aspettative e che potremmo finire per trascurare.

Inoltre, a furia di ripetere nella nostra testa solo affermazioni negative, potremmo anche finire per crederci e rimanere bloccati in un circolo vizioso. Presto o tardi, questi pensieri sfuggono al nostro controllo e diventano quasi un’abitudine, come una playlist che va avanti di continuo. Di conseguenza, si finirà per assumere un atteggiamento sempre più pessimista, vittimista e autocritico; come se non fossimo più noi i padroni della nostra stessa mente. Ecco perché è importante identificare questi comportamenti tipici dell’auto-sabotaggio e correre ai ripari costruendo un dialogo interiore positivo e costruttivo.

Coltivare un dialogo interiore positivo è possibile

Come parliamo a noi stessi influenza il nostro modo di vivere. Se siamo persone estremamente negative e pessimiste, è ovvio che il cambiamento non avverrà nel giro di una notte; riuscire ad amare se stessi implica un enorme lavoro interiore per il quale, a volte, può essere necessario e utile il sostegno professionale di uno psicoterapeuta. Spesso infatti risulta difficile vederci da una prospettiva oggettiva e razionale, e abbiamo bisogno di qualcuno di esterno alla nostra vita che ci aiuti a vedere le cose sotto una luce diversa.

Da parte nostra possiamo invece iniziare, poco per volta, a instaurare un dialogo interiore che sia più positivo e costruttivo. Ricordate che siamo noi a doverci amare e dare valore in primo luogo. In che modo? Sicuramente un primo passo può essere rappresentato dal creare sane e buone abitudini, concedendoci cose che ci fanno stare bene; fare anche solo 15 minuti di esercizio se ne sentiamo bisogno, preparare i nostri piatti preferiti, guardarci allo specchio e provare a farci dei complimenti, invece di criticare quello che non ci piace. Creando quindi delle abitudini, il dialogo e il rapporto con noi stessi cambierà in positivo e diventeremo più consapevoli di noi stessi, di chi siamo e di chi vogliamo essere.

Leggi anche

Mindfulness: che cos’è e perché fa bene alla mente

Morning Pages: i benefici di scrivere le pagine del mattino