Una ragazza intenta al binge watching

La pratica del “binge watching” sta spopolando sempre di più di Italia, ma ciò non significa che sia salutare e priva di conseguenze sulla salute.

Ormai da anni si parla di binge watching, ma solamente nell’ultimo periodo si è cominciato a parlarne in termine di rischi.
La pratica ha origine soprattutto nell’avvento e uso sempre più massiccio delle piattaforme di streaming online come Netflix, Amazon Prime Video o Now TV.

Cos’è il Binge Watching?

Il termine binge watching in italiano si può tradurre con “maratona televisiva”. La pratica concerne il guardare decine di episodi di una serie tv consecutivamente per ore e ore. Le serie televisive disponibili sulle piattaforme in streaming sono pubblicate per intero e, nella maggior parte dei casi, sono caratterizzate dal fatto che gli episodi si concludono con un cliffhanger e con l’immediato avvio della puntata successiva affinché la serie sia godibile tutta d’un fiato.

Globalmente, secondo il report The State of Online Video della piattaforma Limelight Networks, il binge watching nell’ultimo anno ha subito un aumento del 18%.
In Italia, calcola il report, il 19.8% degli spettatori non hanno mai fatto binge watching, mentre il 13,8% è il numero delle persone che l’ha fatto per meno di un’ora, quindi tecnicamente non si può dire che abbiano esercitato questa pratica. Dunque, solamente il 33,6% degli spettatori dichiara di non aver mai fatto binge watching. La media di ore spesa è di 2.21 e il picco massimo (il 45% degli intervistati) si raggiunge con 1/3 ore per volta.

I rischi che si corrono

Ultimamente, si è iniziato a dire che il binge watching può essere dannoso e pericoloso. Seppur questa pratica sia molto diffusa in tutto il mondo, soprattutto nella fascia tra i 18 e i 35 anni, i rischi possono essere sia fisici che mentali.

Il binge watching porta a stare attaccati ad uno schermo per ore e ore, cosa che pare possa causare problemi alla vista, al sonno, e anche l’adozione di uno stile di vita più sedentario. Inoltre, potrebbero sorgere difficoltà nell’intrattenere relazioni interpersonali e con l’ambiente circostante, a causa del gran numero di ore trascorse a fissare passivamente il televisore.
Si parla anche di “post-binge watching blues”, la depressione da fine di una serie tv, per cui lo spettatore prova un senso di vuoto e depressione dopo essersi abbuffato di una serie ormai esaurita.