L’uovo di gallina è un alimento molto utilizzato nella cucina di tutto il mondo: qualcuno lo considera il cibo più nutriente, altri lo temono per il contenuto in colesterolo, ma qualunque rapporto ci leghi ad esse non possiamo certo negare la sua importanza nell’alimentazione umana.

Molti sono i rischi che si possono correre nel caso in cui le uova siano di scarsa qualità. Tutti sappiamo che l’assunzione di uova crude potrebbe causare l’insorgere della salmonella.

Allo stesso tempo, però, i medici rivelano che l’uovo crudo è migliore in termini di apporti benefici rispetto a quello cotto. Sempre se biologico, s’intende.

Le uova biologiche sono sempre preferibili non solo per il gusto, ma anche per l’apporto delle sostanze nutritive. Esse sono principalmente composte da proteine, amminoacidi, vitamine (in particolare la D e la B12) e minerali.

Il problema però sorge spontaneo: come facciamo a riconoscere le uova migliori? Esistono due metodi principali che ci permettono di capire se un uovo è sano oppure no: il primo riguarda la colorazione del tuorlo. Ma di che colore deve essere? Ti sveliamo tutto nelle prossime pagine:

1) Colore del tuorlo

Per capire se un uovo è sano oppure no bisogna quindi controllare il colore del tuorlo. La maggior parte delle uova in commercio ha infatti un tuorlo color giallino: ciò significa che le galline sono state allevate con un mangime economico. Come spiega la dottoressa Hilary Shallo Thesmar, direttore dei programmi di sicurezza alimentare per l’Egg Nutrition Center, il colore più sano è l’arancione scuro, perché prodotto da galline ruspanti, allevate all’aperto e nutrite con alimenti più pigmentati. Ma esiste anche un altro particolare, ancora più importante, che ci permette di capire se le uova che mangiamo sono sane oppure no: avete mai notato che su ogni guscio è stampato un codice? La prima cifra soprattutto è importante, nelle prossime pagine scopriremo cosa significa.

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2) Codice di tracciabilità delle uova

A partire dal 2004, tutte le uova di gallina devono riportare sul guscio un codice che ne permetta la rintracciabilità, a garanzia del consumatore. La prima cifra del codice indica il sistema di allevamento. In questo modo la persona che si reca all’alimentari o al supermercato è in grado, volendo, di risalire direttamente al lotto e al luogo e modo di allevamento delle galline.
Quali sono le differenze tra i diversi tipi di allevamento e che influenza hanno sulle uova prodotte?

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3) Codice 0: allevamento biologico

Le uova che provengono da allevamenti biologici derivano da galline che hanno la possibilità di muoversi liberamente e razzolare per ricercare il cibo in uno spazio di almeno due metri quadri e mezzo. Queste galline, inoltre, vengono alimentate con dei mangimi provenienti da agricoltura biologica.

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4) Codice 1: allevamento all’aperto

Le uova provenienti da allevamenti all’aperto derivano da galline che hanno la possibilità di muoversi liberamente e razzolare per ricercare il cibo in uno spazio di almeno due metri quadri e mezzo. Queste galline, però, non vengono alimentate con del mangime biologico ma con altri tipi di alimenti a norma di legge.

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5) Codice 2: allevamento a terra

Le uova provenienti da allevamenti a terra derivano da galline che non hanno accesso all’esterno ma non sono chiuse in gabbia. In un metro quadro possono esserci però fino a dodici galline, che tendono istintivamente a nidificare in luoghi riparati e gli allevatori sfruttano questa naturale tendenza per poter raccogliere automaticamente le uova.

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6) Codice 3: allevamenti in gabbia

Le uova provenienti da allevamenti in gabbia, infine, derivano da galline allevate in batteria: in ogni gabbia ci sono quattro o cinque galline, e le gabbie impilate in file fino a 6 piani con ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. In questo caso le galline non possono esprimere comportamenti naturali molte hanno il becco tagliato per impedire fenomeni di aggressione e cannibalismo. Infine sul codice riportato sulle uova non è specificato solo il tipo di allevamento da cui provengono, ma anche il Paese di origine; sono precisati, inoltre, il codice Istat della località in cui l’allevamento è collocato, la sigla della provincia e il codice dell’allevamento.

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