Il latte giusto: 9 cose da sapere per sceglierlo

Il latte è un alimento che viene consumato sin da piccoli ed essendo ricco di vitamine, proteine e sali minerali, il latte è uno degli alimenti più sani e completi ma qual è il latte giusto per le nostre esigenze?

Esistono molte differenze tra quelli in commercio più comuni e, per scegliere il più adatto, è bene tenere a mente alcuni parametri importanti. Il gusto è sicuramente una componente fondamentale per la scelta ma non dev’essere l’unica di cui tenere conto.

È importante perché il latte non è un nutrimento essenziale solo nella prima infanzia, quando il corpo ha la necessità di metabolizzare i suoi minerali, come ad esempio la vitamina D che serve a fissare il calcio per costruire le ossa, ma anche in età adulta, quando apporta molti benefici (a patto che si sappia scegliere quello giusto).

Intero, scremato, fresco o a lunga conservazione: quale si adegua meglio alle vostre necessità? Cosa significa Alta Qualità? E ancora, ci possiamo fidare davvero del latte che proviene dall’estero o quello italiano è il migliore?

Scopriamo insieme le 9 cose da sapere per scegliere il latte giusto:

1) Il gusto del latte: qual è quello adatto a noi

Uno dei criteri fondamentali per scegliere il latte è sicuramente il gusto. Infatti, il sapore del latte varia ed è molto soggettivo: il latte UHT, il latte fresco e il latte crudo hanno dei gusti molto diversi, condizionati dal procedimento termico che subiscono e dall’omogeneizzazione dei grassi, che non viene effettuata nel latte crudo.

2) Scegliere il latte giusto dal punto di vista nutrizionale

Questa è sicuramente una domanda che vi sareste posti quando si beve un buon bicchiere di latte. Ecco il test condotto da Il Salvagente su cosa contiene davvero il latte: 1,4 grammi di Sali minerali di cui 300 miriagrammi di calcio, pari a 50 miriagrammi di formaggio, 7,4 grammi di grassi, 7 grammi di proteine pari ad un uovo e 9,8 grammi di zuccheri. Ma la lista non termina qui. Infatti, il latte è fonte vitaminica perché contiene Vitamine A, B e C.

3) Il latte meno costoso: quale comprare

Come ben saprete, esistendo differenti tipi di latte, è normale che in vendita si presentino prodotti con prezzi davvero diversi. Quindi, se il criterio con cui sceglierlo sarà il prezzo e non si hanno particolari esigenze, secondo la ricerca condotta da Altroconsumo, quello più vantaggioso, cioè il meno costoso, risulta essere il latte UHT (Ultra High Temperature).

4) Meglio il latte intero o quello parzialmente scremato?

Dal punto di vista dei grassi, il latte intero ne contiene il 3,5% mentre il latte scremato solo lo 0,5%. Nonostante si pensi che sia troppo pesante, il latte intero garantisce un apporto molto equilibrato di grassi, proteine, sali minerali e vitamine. Inoltre, si calcola che 100 ml di latte contengano 64/65 calorie. Per quanto riguarda il latte parzialmente scremato, questo risulta più digeribile, in quanto povero di colesterolo e di calorie (per 100 ml le calorie sono comprese tra le 46 e le 50).

5) Cosa significa Alta Qualità e perché costa di più?

Quante volte avete letto Alta Qualità senza comprendere appieno il significato? Questa dicitura rappresenta un tipo di latte che deve rispettare precisi parametri stabiliti per legge e che garantisce elevati standard di qualità. Ad oggi, è identificato come “latte fresco ad alta qualità” il latte che ha un percentuale minima di 15, 5% di proteine del siero. Il latte fresco ad alta qualità, deve mantenere, anche dopo la pastorizzazione, un apporto nutrizionale più elevato in confronto al latte normale, offrendo un maggiore apporto di proteine del siero. Inoltre, deve prevenire da allevamenti autorizzati che devono rispettare elevati standard di igiene. La legge che disciplina il trattamento del latte alimentare vaccino è la n. 169/1989 e ne classifica la qualità in base alla percentuale di sieroproteine presenti nel latte fresco pastorizzato.

6) Controllare l’origine del latte

Nonostante non si possa affermare che il latte italiano sia migliore rispetto a quello proveniente dall’estero, è bene considerare il fatto che in Italia la normativa è più severa ed è obbligatorio riportare sulla confezione l’indicazione d’origine, che consiste nel precisare da dove proviene il latte e il Paese di confezionamento.

7) Ci si può fidare del latte proveniente dall’estero?

Come riporta l’Associazione Italiana Lattiero Casearia sul suo sito Assolatte, il latte di provenienza estera è già pastorizzato nel paese di origine, ma per legge è sottoposto a un nuovo trattamento termico nel nostro Paese, per eliminare i microorganismi patogeni che, durante il trasporto, possono moltiplicarsi e alterare il prodotto. Per questo, spesso, non possiede i parametri per essere definito fresco o di alta qualità.

8) Alta Digeribilità o meglio senza lattosio?

Seppur queste due diciture sembrino esprimere proprietà differenti del latte, in realtà significano la stessa cosa. Infatti, con HD, High Digestibility, si segnala un tipo di latte adatto a chi è intollerante al lattosio, uno zucchero che può risultare difficile da metabolizzare. Quindi, il latte senza lattosio sembra essere tra i sostituti più adatti del latte vaccino poiché non diminuisce l’apporto di un minerale importante come il calcio.

9) Organizzare la spesa per il latte in base alla scadenza

Per scegliere il latte più adatto alle proprie esigenze è bene sapere la data di scadenza. Il latte UHT, che può durare fino a 3 mesi, permette una gestione più semplice delle scorte. Al contrario, il latte fresco pastorizzato, che preserva al meglio gusto e qualità nutrizionali, deve essere consumato nel giro di alcuni giorni, perché scade molto in fretta. Un giusto compromesso tra qualità e gusto può essere il latte ad alta pastorizzazione o microfiltrato. Infatti, entrambi mantengono abbastanza inalterato il sapore di latte fresco pur durando per parecchi giorni.

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