Mal di testa

Il mal di testa è una problematica molto diffusa. Il suo termine scientifico è cefalea e si manifesta con dolori intensi alla testa, al viso e al collo. Il mal di testa può essere causato da innumerevoli fattori: traumi, predisposizione genetica, sbalzi di temperatura, stress fisico o mentale, mancanza di sonno, uso prolungato di dispositivi elettronici o addirittura una postura sbagliata del corpo. 

Esso però si manifesta anche a causa di iperglicemia (elevata quantità di zuccheri nel sangue), ipoglicemia (scarsa quantità di zuccheri nel sangue) o per l’assunzione di particolari cibi che, in base alle sostanze nutritive contenute, predispongono, scatenano o accentuano il mal di testa.

È chiaro dunque che esiste una correlazione tra cibo e cefalee. Le sostanze implicate nella comparsa del mal di testa sono la tiramina, la feniletilamina e l’istamina. Sono molecole contenute in moltissimi alimenti e non sono di per sé nocive all’organismo umano. Ciò nonostante, se vengono assunte in maniera massiccia e continuativa, possono provocare delle reazioni, la più comune delle quali è appunto la cefalea.

Vediamo allora insieme in quali alimenti sono maggiormente contenute e scopriamo quali cibi evitare per prevenire il mal di testa:

1) Formaggi e latticini

La tiramina è una ammina ampiamente presente dell’organismo di tutti gli esseri viventi. Viene sintetizzata in seguito a processi fermentativi o di decomposizione batterica ed è per questo motivo che se ne trovano grandi quantità nei latticini, in particolare nei formaggi stagionati e nello yogurt. Oltre ad essere responsabile del mal di testa, la tiramina è anche la principale causa di alcune forme di intolleranze alimentari. Tra queste anche quella definita come “cheese reaction”, una reazione dirompente ai formaggi stagionati che provoca cefalea acuta, vomito, iper sudorazione, ipertensione e aumento della temperatura corporea.

formaggi

2) Carne e insaccati

I prodotti a base di carne lavorata possono scatenare il mal di testa. I cibi da cui stare alla larga se si soffre di cefalee croniche sono gli insaccati, la carne in scatola, i würstel e tutti quei prodotti stagionati, trattati e conservati che contengono carne. Questo è dovuto in parte alle alte concentrazioni di tiramina e istamina ma anche da eventuali altre sostanze. I cibi conservati potrebbero contenere glutammato monosodico (un esaltatore di sapidità utilizzato anche negli snack confezionati e nei dadi da brodo), ma anche nitriti (conservanti utilizzati soprattutto nella produzione di salumi e carne in scatola).

insaccati

3) Pesci e molluschi

Nei pesci “a carne rossa” come lo sgombro, il tonno, la sardina o l’aringa sono presenti elevate quantità di istidina libera, una sostanza che precede la comparsa dell’istamina. Quando quest’ultima causa la sindrome sgombroide, nota anche come “mal di sushi”, che è fondamentalmente un’intossicazione alimentare. Tra gli altri, sintomo principale è la forte emicrania. Per questo motivo, è bene limitare l’assunzione di questi pesci e dei molluschi, in particolare di quelli conservati in salamoia, sottolio, sotto sale o affumicati. Per quanto riguarda invece quelli acquistati al mercato, in pescheria o degustati al ristorante, meglio assicurarsi della loro effettiva freschezza e delle modalità di conservazione. Il pesce dovrebbe sempre essere abbattuto e mantenuto nel ghiaccio fino al momento della preparazione.

sushi

4) Alcolici

La tiramina è responsabile della sensazione d’ubriachezza e del conseguente mal di testa. Sapendo che essa si sintetizza in seguito a processi di fermentazione, è facile capire quanto essa possa trovarsi in quantità significative negli alcolici. Il vino, in particolare quello rosso, contiene anche solfiti ed è un vasodilatatore. La sua azione modifica la pressione e i vasi sanguigni che irrorano il cervello causando il tipico dolore della cefalea. Per contrastare questi effetti, oltre a moderare il consumo di alcolici, sarebbe bene compensare il bicchiere di alcolico ingerito con uno di acqua. L’alcol infatti tende a disidratare i tessuti e sappiamo che la mancanza d’acqua è un ulteriore fattore scatenante del mal di testa.

birra e vino rosso

5) Prodotti a base di soia

Anche i prodotti tipici della cucina orientale sono in gran parte ottenuti attraverso processi di fermentazione. La salsa di soia, il miso, il tofu e il tempeh contengono grandi quantità di sostanze che scatenano il mal di testa. Si tratta di alimenti a base di soia che, in condizioni normali, non causano alcun danno all’organismo. I problemi sono in gran parte riconducibili ad un abuso di tali alimenti e ad un accumulo di più sostanze che possono scatenare la cefalea.

Tofu, tempeh e salsa di soia

6) Lievito

Il lievito è contenuto in una grandissima quantità di alimenti. Pane, focacce, pizze, torte e merendine sono cibi ricchi di lievito che ingeriamo quotidianamente. Nonostante il lievito sia considerato un alimento sano e ricco di benefici per l’organismo, esso contiene una grande quantità di tiramina e per questo motivo può causare forti mal di testa o addirittura reazioni allergiche. Se siamo soggetti a frequenti cefalee una riduzione di questi alimenti potrebbe fare la differenza.

prodotti da forno

7) Cioccolato

Il cioccolato, soprattutto quello fondente, è un alimento ricco di antiossidanti preziosi per il nostro benessere. Quello più amaro stimola la produzione di serotonina ed è un antidepressivo naturale oltre che una coccola per il nostro palato. Tuttavia l’abuso di questo alimento comporta una serie di controindicazioni. Tra queste, oltre all’ipertensione, l’aumento di peso e le infiammazioni, c’è anche l’emicrania. Meglio dunque limitarne l’assunzione o evitarlo del tutto se si è soggetti predisposti al mal di testa.

cioccolato

8) Caffè

Il rapporto tra caffè e mal di testa è piuttosto particolare ed è ancora oggetto di studio da parte di medici e dietologi. Nei soggetti che ne assumono piccole o nulle quantità, pare che una tazzina di caffè possa essere utile come analgesico contro la cefalea. Chi ne abusa o è abituato ad assumerne quantità elevate, tende invece a soffrire di emicrania quando se ne priva, proprio come se si trattasse di una reazione da astinenza. Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare comunque la soglia massima di caffè giornaliera non dovrebbe mai superare le 5 tazzine poiché i disturbi correlati al suo abuso sono seri ed oltre al mal di testa comprendono anche attacchi di ansia, insonnia, irritabilità e vampate di calore.

caffè

9) Alcuni tipi di frutti

Anche se stiamo parlando di un gruppo di alimenti tra i più sani della piramide alimentare, per chi soffre di mal di testa ed emicrania alcuni frutti sono altamente sconsigliati. Tra questi l’avocado, le prugne, i frutti di bosco, l’uva, l’ananas, i fichi e gli agrumi. Questi frutti contengono mediamente 69mg di tiramina ogni 100g di prodotto, feniletilamina e istamina.

frutta

10) Alcuni vegetali

Praticamente in ogni vegetale è possibile riscontrare una certa quota di tiramina ma quelli in cui la concentrazione è più alta sono le patate, gli spinaci, i cavoli e i pomodori. Esse sono anche le verdure con la più alta incidenza di allergie e intolleranze alimentari. Gran parte del problema non è dato esclusivamente dalle loro caratteristiche nutrizionali ma anche dalla moderna abitudine di mangiarle tutto l’anno. Esattamente come per gli alimenti dei punti precedenti, tutto sta nelle quantità. Il nostro corpo, e la sua capacità di assorbimento delle sostanze nutritive, non è in grado di tollerare le nostre abitudini alimentari contemporanee ed è per questo che alcuni cibi scatenano il mal di testa e i soggetti allergici sono in continuo aumento. Per migliorare la nostra alimentazione e la nostra salute dovremmo dunque tendere verso una dieta più varia e moderata, recuperando la stagionalità e la territorialità nelle scelte alimentari quotidiane. 

verdura

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