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Siamo la patria della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’UNESCO ed esempio di alimentazione sana e genuina in tutto il mondo. Eppure anche noi italiani facciamo parecchi errori a tavola. Lo rivela uno studio portato avanti dal magazine In A Bottle che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione dello scorso 16 ottobre, ha preso in esame le abitudini alimentari di un campione di italiani.

Il dato che colpisce subito è che il 54% delle persone coinvolte nell’indagine ritiene di essere ferrato sull’argomento.

Solo il 16% ha ammesso di essere disinformato in materia. 

In realtà ciò che emerge, da questo e da altri studi che abbiamo preso in esame, è che abbiamo ancora molto da imparare sulla nutrizione. I nostri pasti sono spesso eccessivi o carenti rispetto alle linee guida degli esperti ed abbiamo la forte tendenza a trovare rimedi casalinghi a problematiche che andrebbero affrontate con l’aiuto di uno specialista.

Ma scopriamo insieme quali sono i 12 errori più comuni che gli italiani fanno a tavola:

1) Informarsi su internet

Internet è una risorsa inestimabile che ha permesso al mondo di connettersi e di condividere informazioni. Secondo quanto emerso dallo studio però, tra gli errori più comuni che gli italiani fanno a tavola, c’è quello di rivolgersi a Google per definire il proprio regime alimentare. 6 italiani su 10 ricercano soluzioni per la propria dieta online. In particolare si scovano le diete più in voga o quelle determinate dal periodo dell’anno, senza considerare le caratteristiche specifiche del proprio metabolismo o delle patologie cui si è affetti. Solo il 29% si rivolge ad un nutrizionista.

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2) Scarsa conoscenza della materia

Secondo In A Bottle una delle principali cause degli errori più comuni che gli italiani fanno a tavola potrebbe essere l’impreparazione in materia alimentare che lascerebbe spazio a fraintendimenti e malintesi. Tra i nostri concittadini coinvolti nello studio ce n’è un buon 25% che ritiene che con la parola carboidrati si identifichi unicamente la pasta. Il 16% attribuisce il significato della stessa parola esclusivamente ai dolci. Per il 48% la parola dieta vuol dire solo ridurre la quantità di cibo e il 31% ritiene che il metabolismo sia “Qualcosa che fa ingrassare”.

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3) Piani alimentari fai-da-te

Quello che si trova su internet raramente corrisponde a ciò di cui si ha realmente bisogno. Per questo motivo molti italiani ricorrono a “fantasiose” diete fai-da-te. Nella migliore delle ipotesi non servono a nulla, nella peggiore invece portano ad aumento di peso o addirittura a scompensi nutrizionali. Il 34% del campione ha confessato di aver provato a rinunciare alla colazione per cercare di dimagrire mentre il 22% riduce il pranzo ad uno spuntino fugace. Un altro tra gli errori più comuni che gli italiani commettono a tavola è quello di concentrarsi solo sui presunti cibi sani (lo fa circa il 18%). Così facendo, rischia di cadere in gravi scompensi nutrizionali. Inoltre, anche se sani, i cibi assunti in quantità e modi sbagliati possono comunque creare problemi.

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4) Valutare un cibo in base alle calorie

“Per perdere peso, è necessario consumare più calorie di quelle che si assumono”. Con questa frase, apparentemente semplice e banale, il Centers for Disease Control and Prevention chiarisce molto bene il problema del calcolo delle calorie. Secondo l’importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, valutare un cibo in base alle calorie è inutile se non si prendono in considerazione gli altri valori nutrizionali e l’effettivo fabbisogno di ciascun organismo. E il problema non è solo statunitense. Questo è anche uno degli errori più comuni che gli italiani commettono a tavola. Il 46% del campione dello studio di In A Bottle preferisce un cibo ad un altro solo in base alle calorie. Per perdere peso però bisogna valutare le qualità nutritive del prodotto e il suo apporto di zuccheri, grassi e carboidrati. Infine, è necessario capire di quanto nutrimento abbia effettivamente bisogno il nostro corpo. Chi ha una vita particolarmente sedentaria avrà sicuramente bisogno di meno cibo rispetto a chi fa un lavoro di fatica o pratica sport.

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5) Mangiare cibi molto elaborati

Questo è uno degli errori più comuni che gli italiani compiono a tavola. Lo stress e i tempi serrati della vita lavorativa spingono il 27% di noi a mangiare cibi molto elaborati per ottimizzare il tempo, pensando di riuscire così a sostituire un pasto equilibrato. Per lo stesso motivo, come evidenziato nel sondaggio intitolato Studio sui comportamenti e sulle abitudini alimentari degli italiani di MioDottore ed Eurosalus, il 15% dei nostri concittadini mangia spesso cibi surgelati, inscatolati o precotti. Snack e cibi confezionali contengono solitamente una grande quantità di sale e grassi oltre a possibili conservanti, coloranti ed esaltatori di sapidità. Queste sostanze possono favorire l’insorgenza di malattie cardio vascolari e diabetiche.

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6) Scarsa idratazione

Anche l’idratazione fa parte dell’alimentazione ma anche su questo gli italiani sembrano impreparati. 6 su 10 scelgono l’acqua da bere esclusivamente in base al prezzo, senza leggere i valori scritti sull’etichetta. Inoltre ben il 52% beve solo quando avverte lo stimolo e il 42% assume bevante gasate e zuccherate al posto dell’acqua quando ha sete. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità di acqua necessaria ogni giorno è compresa tra i 2,2 e i 2,9 litri (valori medi rispettivamente per donne e uomini adulti). Come suggerito dal nutrizionista Maurizio Fiocca, per raggiungere questi parametri è necessario bere periodicamente ed assumere acqua anche durante i pasti, agevolando così anche la digestione. Infine suggerisce: “Per cercare di bere di più e con più gusto è possibile durante il giorno consumare tè, tisane e bevande senza zucchero”.

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7) Non assumere abbastanza vegetali

Il report ottenuto grazie alle risposte raccolte dal test del progetto CURIAMOCI – Piccoli gesti per la salute del cuore fotografa un popolo italiano che, per il 45%, mangia mediamente solo 1 o 2 porzioni di frutta e verdura al giorno. La campagna della Fondazione Italiana per il Cuore, in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione evidenzia che solo il 12% dei cittadini raggiunge le 5 porzioni quotidiane raccomandate dall’OMS.

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8) Equiparare legumi e tuberi alle verdure

Parte del problema riscontrato nel punto precedente dipende da questo. Tra gli errori più comuni che gli italiani fanno a tavola c’è quello di equiparare legumi e tuberi alle verdure. Quante volte ci è capitato di gustare un piatto di carne o pesce accompagnato da patate, carote o piselli? Probabilmente tantissime. Ma questi cibi hanno valori nutrizionali importanti, equiparabili a quelli di una portata a base di proteine animali.

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9) Sottovalutare i cereali

I cereali sono un’importante fonte di fibre vegetali. L’OMS consiglia una quantità giornaliera di queste importanti sostanze compresa tra i 30 e i 45g. Mediamente però ne assumiamo solo 10 – 15g al giorno. Questo perché spesso mangiamo cereali raffinati ed è proprio durante il processo di raffinazione che le fibre vengono meno. Il consiglio è dunque di preferire cibi integrali e variare la gamma di cereali assunti. Non esistono solo il frumento, il riso e il mais. Sono ottimi anche l’orzo, il farro, l’avena, il sorgo o la segale.

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10) Mangiare poco pesce

Solo il 16% dei 50mila italiani che hanno risposto al test del progetto CURIAMOCI – Piccoli gesti per la salute del cuore assume regolarmente pesce. Un dato sconcertante se pensiamo che gli esperti raccomandano un consumo di pesce pari 3 porzioni a settimana. Come emerso da un rapporto di Coldiretti Impresapesca del 2019, a calare è soprattutto la richiesta di pesce azzurro, quello più sano e ricco di Omega 3. Gli acquisti di sarde sono crollati del 5%, quelli di alici del 10% e quelli di sgombro addirittura del 15%.

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11) Mangiare formaggi a fine pasto

Tra gli errori più comuni che gli italiani fanno a tavola c’è anche quello di mangiare il formaggio a fine pasto. Un consumo, anche giornaliero, di latte e derivati aiuta ad apportare un’adeguata quantità di Calcio ed energia all’organismo. Mangiare formaggi dopo un pasto però non è consigliabile. La quantità di sostanze nutrienti, grassi e calorie dei prodotti caseari è tale da renderli una vera e propria portata. Per questo motivo, se si vogliono consumare, sarebbe meglio considerarli come un secondo, da accompagnare ad una porzione di verdura.

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12) Poca frutta secca

Secondo i dati raccolti dal progetto CURIAMOCI – Piccoli gesti per la salute del cuore, a scarseggiare nella nostra dieta è anche l’assunzione di frutta secca e semi oleosi come quelli di girasole, zucca o sesamo. Questi cibi andrebbero mangiati spesso, quasi tutti i giorni, in una quantità compresa entro i 30g al dì. Sono un’ottima fonte di Omega 3 e antiossidanti, possono essere consumati come snack e per rendere più saporite le pietanze. Purtroppo però, in Italia, il loro consumo è limitato e circoscritto tradizionalmente alle festività. 

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