Spezzare le pastiglie, una pratica che può essere pericolosa

Spezzare le pastiglie, tra gli anziani è una pratica molto diffusa, ma potenzialmente rischiosa perché può modificare il dosaggio e quindi l'effetto delle pastiglie stesse. Cosa fare?

È una pratica molto diffusa, soprattutto tra chi ha difficoltà di deglutizione. Spezzare le pastiglie può aiutare ad ingerirle, come mescolarle a cibi fluidi e facili da inghiottire. Alcune hanno già una guida per poter essere divise in due, ma anche in questo caso non è detto che ciò che si trova all’interno della pastiglia sia diviso correttamente tra le parti una volta tagliate.

Un recente studio, presentato in occasione del 62esimo Congresso nazionale della società italiana di gerontologia e geriatria, ha rivelato che circa il 40% degli anziani presso strutture ha l’abitudine di spezzare le pastiglie prima di ingerirle e quindi potenzialmente vanificare l’effetto delle pastiglie stesse. Il dosaggio può essere alterato in caso in cui le medicine siano schiacciate o tagliate, fino a ridurre di almeno del 15% la dose corretta da assumere.




Per chi ha difficoltà a deglutire le pastiglie, ultimamente si sono moltiplicate le soluzioni di farmaci da banco, in versione solubile o in bustina. Alcune si sciolgono sulla lingua, altre si assumono in forma di tè o tisana calda. Cosa fare, però, con le pastiglie sotto prescrizione che trattano malattie croniche o insufficienze più gravi?

Soluzioni alternative

Gli autori dello studio spiegano che dopo aver analizzato alcuni effetti collaterali dei farmaci, si è passato a pensare a soluzioni alternative per contenere la pratica di spezzare le pastiglie. Una potrebbe essere quella di unire la pastiglia intera a cibi non solidi, ma non tutti i farmaci sono adatti a questa soluzione. Durante lo studio, sono emerse molte limitazioni alle possibilità, ma una precisa richiesta alle cause farmaceutiche perché si interessino in particolare della cosa e possano studiare soluzioni adatte a questo problema. Particolare attenzione andrebbe quindi rivolta verso i pazienti geriatrici che, come quelli pediatrici, hanno bisogno di molta attenzione e cura per quanto riguarda il dosaggio dei farmaci.