Fritto: i consigli per renderlo meno pericoloso per la salute

Il fritto è una vera e propria delizia per il palato ma è meglio non abusarne troppo, senza trascurare la scelta dell'olio e la temperatura...

Il fritto è una vera e propria delizia per il palato ma è meglio non abusarne troppo. Il motivo per cui il fritto è così pericoloso per l’organismo è che contiene elevate quantità di grassi. Questi mettono a dura prova il fegato, non essendo dei cibi facili da scomporre per il sistema digestivo. Ma per chi adora il fritto, un recente studio pubblicato sul Journal of Medicinal Food, ha dimostrato che la cottura nell’olio è in grado di ridurre il carico glicemico degli alimenti, migliorando le qualità organolettiche.

Anche se secondo questa ricerca, il fritto sarebbe più digeribile rispetto ad altre cotture, perché l’olio bollente disidrata il cibo e lo rende più facilmente decomponibile per il processo digestivo, è consigliabile alternare i cibi fritti con pasti più semplici e non trascurare mai la scelta dell’olio e la temperatura corretta per un buon fritto.


Consigli generali

Prima di tutto è importante prestare attenzione alla cottura. Quando si friggono gli alimenti, il tempo è notevolmente ridotto. Quindi, non lasciate che il cibo si annerisca durante la frittura, le  parti scure o bruciate potrebbero contenere una sostanza cancerogena, come l’acrilamide. Per friggere è consigliabile utilizzare delle padelle in acciaio con bordi abbastanza alti. Per togliere l’eccesso di olio dagli alimenti utilizzate solo la carta paglia. La comune carta assorbente potrebbe rilasciare pericolose sostanze chimiche. Il sale andrà aggiunto solo dopo la cottura, in questo modo si manterranno più croccanti. Infine, consumate i cibi fritti subito dopo averli fritti ed evitate di riscaldarli più volte perché si potrebbero ossidare.

Quale olio utilizzare per friggere?

Un’altra considerazione importante è quella sull’olio più adatto per friggere gli alimenti. Per preparare una frittura non troppo adatta è preferibile l’olio extra vergine d’oliva. Questo tipo è il più idoneo perché non contiene solventi e non si impiegano processi chimici che modificano la struttura degli acidi grassi contenuti all’ interno. Questi ultimi sono importanti per rendere stabile la cottura. Infatti, gli acidi grassi contenuti nell’olio permettono di raggiungere più tardi il punto di fumo, evitando che si produca l’acroleina, una sostanza tossica.

Qual è la temperatura giusta per friggere?

Per controllare esattamente la temperatura dell’olio per friggere è possibile utilizzare un termometro per alimenti. Ricordate che l’olio extra vergine ha un punto di fumo pari a 180 gradi ed è preferibile non superare questa temperatura. Se si dovesse notare fumo ed odore acre è necessario buttarlo via perché potrebbe aver sviluppato l’acroleina, causata dalla decomposizione del glicerolo. Non friggere mai a temperature troppo basse. In questo modo il cibo assorbirebbe troppo olio. In linea generale è bene mantenere una temperatura costante ed elevata e mai adoperare più volte lo stesso olio. Per riutilizzarlo è necessario che sia stato filtrato e pulito dai residui della frittura precedente.

come friggere senza rischiFonte immagine

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